Sono anche io un insegnante sportivo e il mio nome covidiano è PER ASPERA AD ASTRA. Arrivo da un mondo lontano, PRE COVID 19, che si trova vicino alla galassia di Orione, lontano anni luce dalla terra.
Sentite che cosa pazzesca ci siamo inventati. A PRE CODID 19 non c’era una legislazione statale che riconoscesse l’insegnante sportivo come persona…. con una sua dignità e con dei diritti. Avevamo regolamenti sportivi che si ergevano a norme di legge primaria e abbiamo creduto per anni che infrangendoli avremmo infranto una legge dello stato (pazzesco!!!). Il sistema sportivo ci ha fatto credere che fossimo detentori di un titolo riconosciuto anche fuori dell’ambito sportivo e che pertanto fossimo titolari dei conseguenti diritti.
Solo quando è arrivato un evento pazzesco che ha fatto chiudere tutti i nostri centri sportivi abbiamo avuto il tempo di ragionare e abbiamo capito tante cose:
- che erano regolamenti senza una valenza giuridica legale.
- che erano regolamenti che avevano efficacia solo nel raggio d’azione degli enti affilianti
- che la tanto sbandierata qualifica nel mondo civile era pari al pezzo di carta di formaggio e aveva una valenza pari ad un qualunque soprannome con cui un caro amico ci poteva affettuosamente etichettare
- ma soprattutto che non AVEVAMO DIRITTI
Calcolate che ci siamo battuti anni e anni...ma alla fine siamo riusciti a portare nel nostro parlamento un disegno di legge, che appena approvato, ci ha consentito di essere riconosciuti giuridicamente e ci ha permesso di creare un albo giuridico… quello degli insegnanti sportivi.
Adesso finalmente godiamo di tanti diritti…..quelli che comunque ci spettavano fin da sempre ma che il sistema NON CI HA MAI AIUTATO a conseguirli.
Pensate VOI!!!!...non lo direste mai!!!! Siamo riusciti ad avere anche un costo orario minimo a cui devono far riferimento tutti i nostri contratti di lavoro divenuti obbligatori, sia che tu voglia lavorare come dipendente, come autonomo con o senza partita iva.
Perché non provate pure Voi?
Ve lo dico in amicizia....”siamo in un altro mondo”